Scopri gli alberi della Tree Marathon


I NOSTRI CONSIGLI

Gli alberi del progetto Eugea sono tutti adatti alla vita cittadina e – a parte la quercia – alla coltivazione in vaso. Se il contenitore è piccolo allora l’albero – pur rimanendo vivo e vitale – non crescerà più di tanto. Se, al contrario, il recipiente di coltivazione è ampio o, addirittura, il vegetale viene coltivato in piena terra, allora la sua chioma sfiderà il cielo con una massa di foglie decisamente più grande. 

Ricordiamoci sempre che gli alberi sono degli esseri viventi e, come tali, hanno delle esigenze ben precise.  Ecco qualche consiglio per mantenerli in salute per tanti anni. 

ISTRUZIONI DA NOVEMBRE A MARZO 

L’albero nella confezione è in “dormienza”. Questo significa che le sue attività vitali sono ridotte al minimo per attraversare l’inverno. Può restare all’interno della sua scatola per circa 15 giorni e quindi va posto all’esterno

Questa fase è semplicissima: ponete il giovane albero all’esterno e osservatelo senza fare nulla! Le piante selezionate da Eugea sono indigene e sono abituate ai nostri climi ecco perché non è necessario coprirle o mantenerla al chiuso. Quindi l’albero deve stare esclusivamente all’esterno.

Entro la fine dell’inverno vi consigliamo di trapiantare il vostro albero in un vaso più grande (dai 20/30cm di dimetro in su). La grandezza dal vaso sceglietela sulla base dello spazio che avete a disposizione. Più grande sarà il vaso, più spazio avrà l’albero per crescere. Potete trapiantare l’albero tranquillamente insieme al suo vasetto di fibra di cocco (è al 100% compostabile!). 

Suggeriamo un substrato di buona qualità (torba/fibra di cocco e poca sostanza organica selezionata oltre a del materiale che favorisca il drenaggio). Le piante in vaso non gradiscono per niente i ristagni idrici quindi assicuratevi che i vasi siano forati e che l’acqua in eccesso possa defluire correttamente. 

CHE TIPO DI VASO?

Sebbene ci siano molto materiali a disposizione, l’opzione migliore per le piante è indubbiamente il vaso di terracotta (in estate ad esempio scaldano molto meno rispetto alla plastica, e in inverno proteggono meglio la radice dal gelo).

In primavera infine, quando il sole asciugherà il terreno, bisognerà annaffiare la pianta per mantenere sempre umido il terreno. Non troppo però! Le radici non sopportano i ristagni idrici.

CURA e POTATURA dal 2° anno:

Ogni 2/3 anni è necessario rinvasare preferibilmente in un vaso più grande. In caso contrario è opportuno potare le radici, soprattutto quelle addossate ai bordi del vaso. 

ogni 2/3 anni è necessario cambiare il terreno (ormai privo di molti elementi nutritivi). Se questo non è possibile allora si devono usare dei fertilizzanti provvisti di elementi preziosi per la loro vita. Le coltivazioni in vaso necessitano di fosforo e di micro elementi tra cui il magnesio, uno dei componenti della clorofilla

Le leggere potature volte a correggere i difetti di portamento sono importanti (ad es. le biforcazioni), da farsi sempre durante la dormienza quando le piante non hanno le foglie, quindi durante l’inverno.


SE ACQUISTI IN AUTUNNO

devi sapere che la tua piantina è in fase vegetativa, in altre parole: dorme! 

In questa stagione infatti tutti gli alberi – anche i più piccoli – perdono completamente le foglie, per poi riformarle in primavera. Un fenomeno fisiologico che le piante in vaso anticipano leggermente rispetto alle sorelle piantate a terra.

Che fare quindi? Semplicemente mettere all’aperto la pianta, prendersi cura di lei, e aspettare che la natura faccia il suo corso.

Perciò ricorda: mai giudicare un albero dalla fogliolina, anche se secca o un po’ deteriorata.

I nostri alberelli non sono scelti sulla base di un’estetica ‘sempreverde’, ma per il loro talento ambientale, tutto improntato al futuro. Non giudicateli dall’aspetto, ma aiutateli a compiere la loro missione e a vederli rifiorire in primavera. D’altra parte si sa, anche i fiori più rari e belli hanno bisogno di tempo per sbocciare!

Tutte le piante TreeMarathon sono certificate e passaportate dal Servizio Fitosanitario.


Ciliegio / prunus sp.

Il ciliegio è un albero molto diffuso in campagna: viene usato, infatti, come portainnesto per la coltivazione delle ciliegie da frutto. Si trova anche nelle foreste anche se, raramente, forma dei boschi monospecifici (composti da una unica pianta).

È una specie arborea diffusa in Europa, luogo nel quale vive da tantissimo tempo: è stata descritta per la prima volta da Plinio il vecchio e alcuni semi sono stati trovati in insediamenti di uomini dell’età del bronzo. È una pianta molto rustica che si adatta alla vita cittadina. Ecco perché viene allevato nei giardini e nelle alberature stradali.


COLTIVAZIONE 

La sua coltivazione in vaso è semplicissima: è sufficiente mantenere la terra umida evitando però i ristagni idrici. I suoi fiori sbocciano all’inizio della primavera e, oltre ad illuminare di colore le nostre città, forniscono un prezioso nutrimento agli impollinatori selvatici. Questi insetti benefici si aggirano per le città proprio in questo periodo e, normalmente, faticano a trovare del cibo.

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Acero / acer sp.

L’acero ha un passato agricolo e un futuro cittadino. Un tempo, infatti, veniva coltivato per sorreggere la vite. Attualmente, questa funzione viene svolta da pali in cemento. L’acero però, è rimasto e lo si trova, ancora, ai lati di alcuni campi a ricordo del suo glorioso passato. 

Le sue capacità di adattamento alle diverse condizioni di terreno, di clima ed unito alle sue limitate esigenze agronomiche lo rendono perfetto alla vita cittadina. Oltre a fissare l’anidride carbonica, l’acero regala cibo in abbondanza agli impollinatori. I suoi fiori sono, infatti, ricchi di nettare.


COLTIVAZIONE 

L’esposizione ideale è a est o nordest, in una posizione a mezz’ombra e riparata dai venti. L’acero infatti tollera bene le temperature rigide e soffre se invece sottoposto a lungo alla luce diretta del sole.

L’ideale sarebbe un’esposizione al sole del mattino e ombra luminosa nel pomeriggio, specialmente d’estate se si superano i 30 °C. Nella stagione estiva, si consiglia di nebulizzare le foglie nelle ore serali, per mantenerle umide anche durante la notte.

Questa pianta è in grado di sopportare la siccità, ma solo per brevi periodi.

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Quercia / quercus sp.

Simbolo del tempo immanente, dell’imponenza e del paesaggio italiano. La quercia veniva usata, per la sua longevità e grandezza, per segnalare e sancire i confini tra i poderi. Ecco perché, ancora oggi, la troviamo campeggiare solitaria tra le coltivazioni.


COLTIVAZIONE

in primavera come l’acero, ma attenzione: la quercia necessita di una cosa soltanto: spazio! Ecco perché, tra circa uno o due anni, è necessario trapiantarla in piena terra oppure in un recipiente che deve essere molto, ma molto grande. Il vostro lavoro verrà compensato: la quercia ha una aspettativa di vita di almeno 300 anni!

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